Categoria: EFT

  • Le “Scritte sui Muri”: come liberarsi dalle credenze che frenano la tua vita

    Immagina di entrare in una stanza d’albergo dove qualcuno ha scritto ovunque sui muri, con un pennarello indelebile, frasi come:

    “Non sei abbastanza”

    “Se spendi per te sei egoista”

    “Le cose belle non durano”

    Quelle scritte non sono state fatte da noi. Non sono nostre.


    Sono state lasciate lì da genitori, insegnanti o figure di riferimento quando eravamo troppo piccoli per poter comprendere.
    Eppure, oggi da adulti, abitiamo quella stanza e quelle scritte invisibili condizionano ogni singola decisione, attirando eventi che continuano a confermarle.

    Senza rendercene conto, inconsciamente leggiamo quelle scritte ogni volta che dobbiamo prendere una decisione.
    Credendo che siano pensieri nostri!

    In EFT (Tecniche di Libertà Emotiva), queste convinzioni profonde si chiamano proprio “Scritte sui muri”.


    Come nascono le nostre “Scritte sui muri”?

    Nessuno di noi nasce con la paura di non farcela o con il senso di colpa per il proprio benessere. Queste credenze si formano nella nostra infanzia, quando la nostra mente registra tutto ciò che vede e sente intorno a sé per garantirci protezione e sopravvivenza.

    Ecco due esempi molto comuni in cui potresti riconoscerti:

    Le relazioni

    • Quando fidarsi fa paura: Se da bambini abbiamo respirato un clima familiare in cui si ripeteva spesso che “di questi tempi è meglio stare in guardia” o “gli altri prima o poi ti deludono”, oggi potremmo faticare a lasciarci andare nelle relazioni. La nostra “scritta sul muro” sta solo cercando di proteggerci da una possibile sofferenza, ma di fatto ci impedisce di essere felici, di seguire la nostra strada.

    Il successo e il benessere

    Il peso del senso di colpa: Se da bambini abbiamo sentito dire spesso che “i soldi non bastano mai” o che “chi spende per sé è un egoista”, oggi da adulti potremmo sabotare inconsciamente i nostri risultati o provare senso di colpa ogni volta che ci concediamo qualcosa per noi.


    L’EFT come “gomma da cancellare” profonda

    Spesso proviamo a superare questi blocchi ripetendoci affermazioni positive a mente fredda. Ottimo! Ma ripetere semplicemente “Io merito di essere felice” quando sul nostro muro c’è scritto il contrario è come mettere un poster colorato su una parete umida: prima o poi si staccherà.

    Con l’EFT facciamo un lavoro diverso: andiamo a ripulire in profondità. Non copriamo nulla e non fingiamo che il passato non sia esistito. Semplicemente, sciogliamo cancelliamo le scritte che non sono utili, quelle demotivanti, che non ci permettono di realizzare i nostri sogni e rendiamo la parete di nuovo pulita e brillante.

    Ed è a quel punto che avviene il miracolo.

    Le nuove credenze e le affermazioni positive, nostre finalmente, possono attecchire davvero, permettendoci di attirare ciò che desideriamo con naturalezza.


    Inizia il tuo percorso di liberazione

    La nostra storia non è scritta sulla pietra: possiamo riscriverla oggi stesso, senza i freni, senza le scritte, che ci hanno bloccati finora.

    Fai il primo passo verso la tua libertà emotiva: contattami senza impegno nel modo che ti è più comodo

  • È etico cambiare i ricordi con EFT?

    È davvero possibile liberarsi dal peso di un ricordo doloroso con la tecnica EFT senza cancellare una parte di chi siamo?

    A volte, durante le sessioni, i clienti mi rivolgono domande molto profonde ma piene di timore:

    “È giusto eliminare i ricordi?”

    “Chi sono io senza la mia storia?”

    “È davvero ‘etico’ cambiare i ricordi con l’EFT?”

    “Senza questi ricordi, come farò a difendermi se dovesse capitarmi di nuovo una situazione simile?”

    Per rispondere, dobbiamo fare un piccolo viaggio dentro la nostra mente e scovare quelle che in EFT chiamiamo “le scritte sui muri” ovvero le nostre convinzioni profonde, ciò che ci permette di re-agire alle situazioni più disparate.

    Io sono i miei ricordi?

    Crediamo quindi che le nostre convinzioni e le “scritte sui muri” della nostra mente definiscano chi siamo.

    Quando assistiamo a un qualunque avvenimento, quando viviamo una situazione o dobbiamo prendere decisioni ci affidiamo proprio a queste convinzioni, alle nostre personali scritte sui muri.

    È dimostrato che persone diverse, di fronte allo stesso identico evento, ricordano particolari differenti. Ognuno rielabora e memorizza ciò che in quel momento ritiene importante secondo i propri filtri mentali.

    Il ricordo, quindi, è solo una porzione di verità. È quella sensazione che rimane nel tempo, che facciamo nostra, che arricchiamo man mano che andiamo avanti con la nostra vita e che trasformiamo nella nostra unica realtà.

    Spesso ci si aggrappa ai ricordi dolorosi temendo che, lasciandoli andare, si possa perdere la propria identità. Ma quello che EFT ci aiuta a comprendere è che non ci liberiamo del ricordo in sé, ma del fotogramma emotivo iniziale, bloccato e congelato che continua a farci soffrire nel presente. (Questo processo è ampiamente studiato dalle neuroscienze e prende il nome di riconsolidamento della memoria).

    Il meccanismo dell’autosabotaggio

    Se da bambini abbiamo vissuto un evento spiacevole, la nostra mente ha registrato una regola di sopravvivenza.

    Oggi, da adulti, possiamo aver lavorato molto su noi stessi, magari cercando di attivare la Legge di Attrazione e desiderando il meglio per la nostra vita. Eppure, se una situazione presente assomiglia anche solo lontanamente a quel vecchio episodio, magari anche dimenticato, la nostra reazione inconscia sarà quella che emergerà proprio leggendo le scritte sui muri riferite a quel momento lontano.

    Potremmo anche sabotarci inconsciamente pur di evitare di rivivere lo stesso identico dolore, la stessa situazione o il medesimo giudizio.

    Tutto questo, ovviamente, avviene sotto il livello di coscienza, a nostra insaputa.

    Diamo la colpa alla sfortuna, ripetendoci frasi come “Capita sempre a me” o “Sapevo che sarebbe finita così“. In realtà, stiamo solo riattivando le stesse reazioni perché l’emozione del passato è ancora attiva in noi.

    La riconquista del “Qui e Ora”

    EFT agisce proprio qui: riporta i ricordi alla dimensione presente, facendo letteralmente evaporare l’emozione negativa ad essi collegata. In questo modo, l’energia che prima era bloccata e congelata nel trauma ritorna finalmente disponibile per noi.

    Nel “qui e ora”, quella vecchia paura e quel disagio non hanno più potere.

    Siamo finalmente liberi di agire, questa volta consapevolmente, anziché limitarci a re-agire in modo automatico in base a un copione stabilito nel passato.

    Questa è la vera conquista della libertà promessa dall’EFT.

    Inizia il tuo percorso di liberazione

    Se senti che è arrivato anche per te il momento di ripulire le “scritte sui muri” che frenano il tuo benessere e ritrovare la tua totale libertà emotiva, contattami senza impegno attraverso il canale che preferisci:

  • Dalla Fibromialgia alla rinascita: la storia di Mery e lo sblocco del trauma congelato

    Un forte dolore al collo sinistro. Poi, giorno dopo giorno, l’inferno: la sofferenza prende il controllo, si irradia al braccio, alla testa, alla gamba, all’occhio.

    Tutta la parte sinistra del corpo non risponde più come dovrebbe.

    Inizia così il calvario di Mery, 43 anni, che si ritrova improvvisamente immersa in una ricerca estenuante di risposte tra esami approfonditi e continue visite specialistiche.

    La diagnosi ufficiale definisce tutto questo come Sindrome Fibromialgica, accompagnata dalla prospettiva di dover semplicemente imparare a convivere con il dolore attraverso l’uso di farmaci e miorilassanti.

    Da quel momento, per Mery inizia un periodo difficilissimo.

    Sotto l’effetto di terapie pesanti e gocce per tamponare le crisi, trascorre notti insonni e inizia a chiudersi in se stessa.

    Il dolore costante mette a dura prova la sua vita sociale, il lavoro e il legame con il compagno; anche il cibo diventa un riflesso di questo blocco, portandola a perdere peso e vitalità.

    Per diciotto mesi il pensiero fisso resta uno solo: quello di essere intrappolata in una malattia cronica, senza via di uscita.

    Ma proprio due giorni prima di Natale, mentre è stremata sul divano e le porte sembrano ormai tutte chiuse, nel silenzio della sua stanza Mery si ricorda di me. Quel ricordo la spinge a scrivermi, d’istinto, su Messenger, con un messaggio in cui esprime tutta la sua disperazione, non per la sua malattia ma per il rapporto ormai finito con il suo compagno.

    Oltre l’alibi della mente: accogliere il vero bisogno

    Infatti la sua mente sta ancora cercando un alibi: mi scrive dicendo che vuole parlarmi perché, secondo lei, è il suo compagno che ha bisogno di me, che non sta bene. Sposta il problema all’esterno, pur di non guardare il blocco che ha dentro.

    Quando la chiamo, ascolto il suo sfogo senza dare spago ai ricami della mente, ma accogliendo pienamente la sua sofferenza di cui mi parla quasi con distacco.

    Ma la sua mente sta ancora cercando un alibi.

    Le parlo con il cuore, spiegandole che comprendevo il suo dolore.

    Sapevo che con l’EFT quel forte dolore, costante e diffuso, sarebbe potuto diminuire.

    L’ho quindi rassicurata riguardo al suo compagno e le ho proposto di aiutare il suo corpo a eliminare i dolori più insopportabili, così da iniziare a diminuire anche la frequenza degli antidolorifici. Le ho fatto capire che, solo abbassando il dolore fisico, avremmo potuto iniziare ad analizzare tutto il resto con la giusta serenità.

    Mery accettò subito, quasi sollevata, anche se ovviamente molto scettica. In quella stessa telefonata decise di fare il passo successivo e prenotare una sessione in presenza in studio, nonostante sapesse perfettamente quanto sarebbe stato faticoso e doloroso per lei affrontare un viaggio nelle sue condizioni fisiche.

    Nelle settimane successive, in attesa del nostro incontro, qualcosa iniziò finalmente a muoversi. La guidai a distanza, attraverso messaggi e telefonate, ricordandole quei punti di picchiettamento che aveva imparato tre anni prima, durante un Workshop con me.
    Le davo indicazioni semplici su come bypassare i pensieri per iniziare quel cammino rigeneratore e ritornare ad amare il suo corpo, accogliendo ciò che stava esprimendo attraverso tutto quel dolore.

    La diga stava cedendo: il giorno della Befana mi contattò per confermarmi l’appuntamento, determinata come non mai a riprendere in mano la sua vita.

    L’estrazione della radice: 3 ore di pulizia secca

    L’11 gennaio Mery affronta un viaggio di 3 ore in bus per raggiungermi a Lecce, impensabile solo poche settimane prima. Quando la vedo mi rendo conto che il suo corpo è un unico blocco di sofferenza fisica, la mente è devastata. Quando si siede di fronte a me in studio, scoppia a piangere. Non apro un dibattito filosofico sui suoi referti. Semplicemente li prendo e li appoggio sul tavolo senza quasi guardarli. In fondo non sono un medico.

    Le chiedo semplicemente: “Dove hai il dolore?”. Collo, braccio, testa, tutta la parte sinistra.

    Inizia il primo giro di EFT semplice, diretto, mirato. Le lacrime scendono a fiume, un malessere pervade il corpo e il dolore, inizialmente, sembra quasi aumentare e spostarsi. Ma è qui che si rivela la straordinaria delicatezza di questo metodo: EFT non sfida il dolore, non forza i blocchi. Al contrario, lo accoglie con infinita dolcezza, dandogli lo spazio e il permesso di esistere per poi, finalmente, liberarlo.

    Non ci fermiamo al sintomo: andiamo oltre.

    Per tre ore consecutive applichiamo EFT sul dolore e contemporaneamente sui fatti grezzi.

    E mentre le dita picchiettano il corpo, la mente reattiva capitola e lascia uscire il carico emotivo che teneva blindato nei muscoli.

    Vengono a galla, quasi arrendendosi, i veri nodi, le radici profonde che il dolore nascondeva: vengono fuori storie di abbandono, tradimento… disperazione.

    Il corpo, finalmente ascoltato nella sua verità, decide che non ha più bisogno di urlare. Il battito cardiaco rallenta, la mente si placa e quel malessere che la distruggeva da due anni svanisce.

    Mery sperimenta una stanchezza immensa, ma una sensazione di benessere incredibile. Torna a casa sfinita, ma rinata.

    🚀 Il ritorno all’equilibrio: i fatti concreti

    Quando il sistema nervoso viene alleggerito dal peso del passato, il corpo risponde all’istante. Il percorso di Mery è continuato con un lavoro costante a casa e il mio supporto quotidiano.

    I fatti concreti parlano da soli:

    • Riduzione dei farmaci: Da quando ha iniziato le sessioni di EFT, Mery ha quasi smesso di ricorrere a farmaci, calmanti o gocce di antidolorifico.
    • Alimentazione spontanea: Ha ricominciato a mangiare con gusto e fame tutti quegli alimenti (come glutine e latticini) che le erano stati vietati, senza accusare alcun disturbo.
    • Ritorno al movimento: Ha ripreso a fare 5 km di corsa al giorno, un’attività che le era stata tassativamente proibita.
    • Autotrattamento: Quando un pomeriggio un mal di testa feroce ha riprovato ad assalirla a livello 10, si è chiusa in stanza e ha applicato l’EFT. Attraverso un pianto incontrollabile è riemerso un brutto ricordo; continuando a picchettare, il dolore è diminuito fino a sparire del tutto insieme al ricordo, che è stato finalmente archiviato.

    Alla seconda sessione in studio, Mery era un’altra persona. Il viaggio era stato addirittura bello, aveva goduto del paesaggio e della presenza delle persone. È entrata in studio disinvolta, sorridente, dicendo che non aveva più alcun dolore fisico: era finalmente tornata a essere se stessa, libera da un copione che non le apparteneva. Mi ha confidato che, mentre prima si era convinta che avrebbe dovuto convivere con il dolore, attraverso la pratica con EFT ha compreso che la sua mente stava solo proiettando un film per cercare di dare un nome a una sofferenza emotiva che non sapeva come elaborare. Appena abbiamo dato voce a quelle emozioni nel corpo, il film si è interrotto e il dolore si è sciolto.

    💡 Il corpo non dimentica, vuole solo essere ascoltato


    L’ansia cronica, i blocchi e le tensioni fisiche costanti sono spesso l’unico modo che il nostro organismo conosce per dare una forma a emozioni profonde che reclamano di essere finalmente accolte ed elaborate.

    Quando non si sa dare un nome a quella sofferenza, la mente inizia a ricamarci sopra pezzetti di storie, creando un film mentale e una rete di sintomi che sembra senza via d’uscita.
    Non servono sforzi di volontà titanici. C’è solo bisogno di accettare di andare oltre quel film e mettersi in ascolto del corpo.

    📖 Nota di Condivisione

    Mery mi ha donato la sua testimonianza integrale, scritta di suo pugno e senza filtri, affinché la sua storia potesse essere una luce per altre persone in cammino verso la rinascita. Se in questo momento stai attraversando un dolore simile e senti il bisogno di leggere la sua lettera originale e completa — condivisa nel pieno rispetto della sua privacy e del suo anonimato — per capire che una via d’uscita è davvero possibile, scrivimi in privato. Sarò felice di condividerla con te.

    Se invece senti che è arrivato il momento di fare il tuo primo passo verso la leggerezza e l’ascolto del tuo corpo, richiedi un colloquio conoscitivo o seguimi sui miei canali.

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  • Cambia la vita con EFT: la mia storia da mamma a Operatrice del Benessere

    EFT cambia la vita?

    Ho conosciuto EFT mentre ero alla ricerca di altro.

    Ero in un momento in cui, come capita a molti, mi sentivo sospesa tra la speranza e la ricerca profonda di risposte.

    Avevo letto “Il Segreto” ed ero piena di entusiasmo, mossa dal bisogno profondo di credere che migliorare la propria vita fosse possibile attraverso scelte consapevoli.

    Mi ero immersa in quel mondo,
    trovando persino la mia personale
    Piuma Blu”!

    Poi, la vita mi ha messo davanti a una sfida reale: è arrivato l’appuntamento per l’operazione alle adenoidi di mia figlia.

    In quel momento, dentro di me si sono attivati sentimenti intensi:

    • Sentivo la preoccupazione e il forte bisogno di proteggere la salute della mia bambina in modo dolce, evitando l’impatto di un intervento chirurgico.
    • Provavo il bisogno di condivisione e armonia in famiglia, sapendo che mio marito e mia figlia non conoscevano il pensiero positivo e che non potevo imporre una scelta basata solo sul mio ottimismo.

    Mi sono messa alla ricerca di qualcosa di concreto, uno strumento che rispondesse al mio bisogno di sicurezza ed efficacia, qualcosa che andasse oltre la teoria.

    È stato allora che quella sigla, “EFT”, che trovavo spesso, ma che accantonavo in attesa di saperne di più, ha smesso di essere solo una parola letta distrattamente e si è trasformata in una risposta.

    Quando ho letto la testimonianza di quella mamma che cercava una “cura alternativa per le adenoidi” e che era riuscita a evitare l’intervento grazie a EFT, ho provato un immenso senso di sollievo e curiosità.

    Mi sono messa a studiare, a guardare video e a praticare la tecnica, divorando manuali.

    Mentre cercavo una soluzione per mia figlia, ho iniziato ad applicare la tecnica su di me, curando piccoli disagi quotidiani.

    Lì ho capito: EFT era l’anello mancante che rispondeva al mio bisogno di autonomia e auto-cura. Potevo davvero accompagnare la mia vita verso il benessere.

    E così è stato.

    Oggi, dopo anni di cammino, sono un’operatrice certificata. Ho accolto le storie di tantissime persone, vedendo problemi sciogliersi e sogni avverarsi.

    E tu? In quale momento della vita ti trovi?

    💬 Vuoi iniziare a muovere i primi passi verso la tua autonomia e auto-cura?
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  • EFT e Ho’oponopono: Unire due forze per il benessere profondo

    Oggi voglio parlarti dell’uso combinato di EFT (Emotional Freedom Techniques) e HO’OPONOPONO: due strumenti straordinari che, quando vengono uniti, sprigionano una potenza terapeutica incredibile!

    Ma che cos’è esattamente HO’OPONOPONO? Cosa significa questa strana parola che ancora in pochi conoscono?

    Letteralmente, questo termine di origine hawaiana significa “rimettere le cose al posto giusto”.

    Quali cose rimette al giusto posto?

    La risposta è profonda: le nostre memorie inconsce.

    Tutto quello che abbiamo vissuto in questa vita, i traumi ereditati e persino le memorie più antiche che continuano a condizionarci a nostra insaputa.

    Colui che ha diffuso l’Ho’oponopono nel mondo, il celebre dottor Ihaleakala Hew Len, ha compiuto un vero e proprio miracolo clinico curando un intero reparto psichiatrico giudiziario nelle Hawaii senza mai fare una seduta di gruppo, senza terapie tradizionali e senza nemmeno visitare i pazienti di persona.

    Il suo metodo, sbalorditivo nella sua semplicità, consisteva nel prendere le cartelle cliniche dei detenuti e, concentrandosi sui loro blocchi, ripetere costantemente dentro di sé la formula:

    ” Mi dispiace, Ti prego perdonami, Grazie, Ti amo,”

    Attuando questa pratica quotidiana, il dottor Ihaleakala in sette anni ha ripulito le memorie che lo legavano a quei pazienti, portando alla guarigione dell’intero reparto, che alla fine è stato ufficialmente chiuso.

    Oltre il sintomo: lo specchio dell’inconscio

    A prima vista potrebbe sembrare fantascienza, ma è la realtà delle discipline analogiche: Ho’oponopono ti permette di chiedere la “ripulitura” di quelle memorie inconsce che bloccano la tua vita nel lavoro, nelle relazioni, nell’autostima o nelle finanze.

    Un problema, sia esso fisico o emotivo, altro non è che una memoria non risolta che ritorna per offrirci una nuova possibilità di risolverla. Tutto ciò che ci accade all’esterno è lo specchio di ciò che abbiamo immagazzinato dentro di noi.

    Come si combinano praticamente EFT e Ho’oponopono?

    Il meccanismo è lineare e accessibile a tutti: mentre ti sintonizzi sul tuo problema attuale — che sia un forte stato di nervosismo, un’ansia improvvisa o un dolore fisico — inizi a picchiettare sui punti dei meridiani di EFT ripetendo la formula:

    • “Mi dispiace…”
    • “Ti prego perdonami…”
    • “Grazie.”
    • “Ti amo…”

    Puoi farlo focalizzandoti su un disagio specifico o anche in modo generico. Durante la pratica, noterai che inizierai a sbadigliare molto spesso: in EFT, lo sbadiglio è un segnale eccellente. Significa che il tuo sistema energetico sta rilasciando e lasciando andare un blocco, anche se coscientemente non sai di cosa si tratti. Ricorda che comprendere razionalmente ogni singolo rilascio non è necessario per guarire.

    Inizia a prenderti la responsabilità (attenzione: responsabilità, non colpa!) di ciò che si manifesta nella tua vita. Solo tu hai il potere di trasformare la tua realtà e, quando anche il tuo inconscio si allinea finalmente ai tuoi desideri coscienti, i risultati diventano stabili e duraturi.

    Datti tempo, sii paziente e sperimenta la meraviglia di questo incontro!

    📢 Sperimenta il cambiamento insieme a noi!

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